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Progettare il colore in architettura, significa determinare i valori cromatici delle superfici, e dei loro accostamenti, in considerazione delle varie condizioni di luce. Le numerose tinte delle vernici, sono il prodotto di miscele dei colori considerati primari, in proporzioni variabili, con eventuali aggiunte di bianco e/o nero.

I “Sistemi cromatici”, sono sistemi di ordinamento del colore a cui riferirsi per indicare con precisione ogni tinta. Essi consentono di riferirsi ad una tinta con un codice che è espressione della miscela di colori che quella tinta contiene e della presenza in essa di bianco e nero. La chiarezza di una tinta si aumenta con l’aggiunta di bianco e si diminuisce con l’aggiunta di nero. L’aggiunta di grigio abbassa la purezza o saturazione della tinta e le toglie vivacità.

Le tinte chiare riflettono maggiormente la luce e dunque appaiono più luminose. L’aggiunta del nero rende più profonde le tinte scure mentre spegne e cambia carattere alle tinte chiare.  Generalmente le tinte più vivaci funzionano su piccole superfici costituendosi come accenti di colore. Tinte vivaci e sature su grandi superfici tendono a riempire e restringere l’ambiente. Le tinte desaturate, su grandi superfici sono una scelta ottima per creare fondali neutri per il “gioco” di altre tinte.

Un colore è “giusto” solo quando saturazione, luminosità, estensione della superficie che la tinta copre e accostamento della stessa con le altre tinte, sono armonicamente bilanciati. Un colore non è mai solo. Funziona sempre rispetto ad un contesto.

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